A Sochi per riprendersi un sogno

Dopo la sconfitta di Vancouver, gli atleti di sci alpino paralimpico sperano in una medaglia nelle Olimpiadi di casa

Gli atleti di Sochi che gareggiano per un posto nel podio (Foto: archivio personale)

Anna Timofeeva, Anna Bondarenko, Ilya Trisvyatskij per Russia Oggi

Quattro anni fa ai Giochi Paralimpici di Vancouver in Canada gli sciatori alpini hanno gareggiato per trenta set di medaglie, ma ai russi non è riuscito di ottenerne neanche una. Tutte le vittorie russe e i posti sul podio sono stati nel biathlon e nelle gare di sci. Ma alle Paralimpiadi di Sochi la situazione dello sci alpino dovrebbe cambiare.

Nel tempo trascorso dall’esperienza di Vancouver alla Russia è riuscito di creare una nazionale paralimpica di sci alpino forte. È aumentata la quantità e la qualità degli allenamenti delle squadre, il Comitato Paralimpico Russo ha acquistato l’ attrezzatura indispensabile, gli sciatori alpini hanno avuto la possibilità di perfezionarsi su una grossa quantità di piste. L’incarico particolare di portare la bandiera del paese alla solenne cerimonia di apertura dei Giochi è stato affidato proprio allo sciatore alpino Valery Redkozubov. Anche questo è segno di fiducia negli atleti. 

Alexei Bugaev: “È arrivato il mio momento”

Il sedicenne Alexei Bugaev ha vinto lo scorso anno la Coppa Europea tra gli atleti con disfunzioni dell’apparato locomotore ed è diventato campione assoluto in Russia. Già a 14 anni Alexei non aveva eguali tra i coetanei, vinceva tutto ciò che era possibile vincere nelle competizioni di categoria juniores e attendeva con impazienza i quindici anni per cominciare a competere da professionista. E come si è visto, faceva bene. Le sue prime competizioni, alla Coppa Europa, sono state un trionfo. Adesso il ragazzo di Krasnoyarsk è ai primi posti nella classifica mondiale dello “slalom alpino”. Ma stando alle parole dello stesso atleta, questo non è che l’inizio. Il suo sogno, fin da bambino è la medaglia olimpica.

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dedicato alle Paralimpiadi invernali di Sochi

“Voglio assolutamente vincere i Giochi Paralimpici. E non solo questi. Tuttavia per raggiungere questo obiettivo bisogna lavorare sodo, voglio dimostrare d’esser degno di un tale onore”, dice Alexei. Sulla vittoria del figlio, non ha alcun dubbio sua madre Tatyana Bugaeva: “Mio figlio ha una dismelia del polso destro, ma noi, sin dall’infanzia abbiamo fatto il possibile perché si inserisse, non volevamo che in nessun caso si sentisse “di seconda scelta”. Per questa ragione sceglievamo continuamente vacanze naturalistiche e conducevamo uno stile di vita attivo. Quando aveva sei anni lo abbiamo portato a Nikolaevskaya Sopka (luogo di villeggiatura invernale degli abitanti di Krasnoyarsk, NdR)  per farlo andare sullo slittino e lì abbiamo visto i ragazzi che praticavano lo sci alpino. Lesha ha messo via lo slittino, non faceva altro che guardare e guardare come sciavano. Gli ho chiesto : “Vuoi provare?” e lui : “Sì”. E così lo abbiamo portato alla scuola sportiva.

Sin dai primi anni Lesha si è impegnato molto seriamente,vinceva tutte le gare possibili, a casa abbiamo un armadio intero con le sue medaglie. L’ultimo anno è trascorso quasi integralmente tra le competizioni, lui voleva moltissimo entrare nella nazionale olimpica e ce l’ha fatta! Sono sicura che anche questa volta vincerà Lesha. Adesso Alexei si trova a Sochi. Già una volta ha provato la pista di Sochi, e ci si è sentito a proprio agio: “È la mia pista. Mi riescono meglio le pendenze ripide rispetto a quelle più dolci, visto che non peso molto. In generale mi sembra che tutto sia fatto magnificamente. Ma non bisogna rilassarsi. Vede, nello sport non si può dire “oggi vincerò”. Puoi essere all’apice della carriera a 15 anni, perdere a 16-17 anni per tornare a vincere a 18. Tutto sta nell’impegno.  Non vale la pena di essere assetati di vittorie, ma mi piace pensare che sia arrivato il mio momento”. 

Alexandra e Ivan Frantsev: una squadra d’oro

Alexandra e Ivan Frantsev sin da bambini hanno grossi problemi alla vista. Sasha portava occhiali con lenti spessissime, che la rendevano spesso oggetto di scherno e di stupidi scherzi tra i compagni di classe, e questo, come ammette lei stessa, l’ha temprata. Originaria della Kamchatka è arrivata “alla montagna” dieci anni fa, quando aveva 16 anni. Era in ritardo secondo i parametri sportivi, ma a Sasha non interessavano  grandi traguardi e i premi. Il suo compito era di sostenere il fratello. Il quattordicenne Ivan allora attraversava un difficile periodo adolescenziale: non andava a scuola, andava via di casa. Come la sorella maggiore, Ivan dalla nascita soffre di una malattia della vista, distingue solo i contorni e macchie di colore.

“Tra di noi siamo soliti chiamare la nostra Sasha ‘Lady di ferro’. Lei ha questo carattere: va avanti come un carro armato. Lo sci alpino è uno sport duro: traumi, contusioni e fratture sono all’ordine del giorno. Ma lei sopporta tutto stoicamente e ogni volta ritorna in pista” dice l’allenatrice personale dell’atleta, Polina Popova. Insieme ai genitori Sasha si è rivolta ad una scuola di avviamento agli sport paralimpici. Ivan, che pure inizialmente era difficile trascinare alle lezioni, gradualmente ha iniziato a prenderci gusto. Sasha in quello stesso momento ha subito un serissimo infortunio. “Si parlava persino di amputazione della gamba, ma per fortuna il dottore è stato d’aiuto. Ha letteralmente messo insieme la gamba di Sasha un pezzo dopo l’altro.” ricorda Polina. Proprio quel dottore ha aiutato la ragazza a fare una scelta dicendole all’incirca queste parole: “non c’è ragione di danneggiare la propria salute per niente, se si pratica lo sci alpino, lo si fa seriamente”.

Quello per Sasha è stato un momento cruciale, ci ha riflettuto, e  ha cominciato un duro lavoro su sé stessa. Con lacrime e dolore ha ripreso ad allenarsi e presto è stata nuovamente in grado di mettersi sugli sci. Mentre la sorella, stringendo i denti, imparava nuovamente a camminare, Ivan iniziava a conquistare i primi premi. Oggi Ivan è vincitore dell’argento e del bronzo della Coppa Europa e campione del mondo per l’anno 2013. Non meno i titoli e i premi della sorella. Nel 2011 alla Coppa del Mondo IPC di sci alpino  del 2011 si è classificata seconda  nelle categorie supercombinata, slalom gigante e supergigante. Si è classificata terza nello slalom e nella discesa in velocità. Dopo un anno, alla tappa finale della Coppa del mondo IPC 2013 di sci alpino ha vinto l’oro nelle discipline in velocità e si è guadagnata il titolo di vincitrice assoluta della Coppa del Mondo nella sua categoria. Nel 2010 alle Paralimpiadi di Vancouver Alexandra si è classificata sesta, Ivan ha occupato due settimi posti e un tredicesimo posto nelle diverse specialità. A Sochi vogliono ottenere di più.

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