Le Paralimpiadi scaldano Sochi

Fiocchi di neve danzanti, uccelli di fuoco e acrobati: la cerimonia di inaugurazione allo stadio Fisht

Un momento della cerimonia di inaugurazione (Foto: Kristina Bogacheva)

Kristina Bogacheva, Russia Oggi

Con l’uccello di fuoco delle fiabe russe, che porta con sé luce e fortuna, venerdì sera allo stadio Fisht di Sochi si sono aperte le prime Paralimpiadi nella storia della Russia. La cerimonia di inaugurazione, in termini di grandiosità e bellezza, non ha deluso le aspettative, ed è stata all’altezza di quella con cui, il 7 febbraio scorso, si erano aperti i XXII Giochi olimpici invernali. L’unica differenza è stata la forte carica lirica che ha caratterizzato l’evento di ieri.

Durante lo spettacolo, l’uccello di fuoco è stato subito sostituito da un vortice danzante di persone che simboleggiavano tanti piccoli fiocchi di neve: anziani e bambine che, nonostante la loro apparente debolezza, dimostravano una forza incredibile quando si univano tutti insieme.

Alla cerimonia d’apertura, oltre a 2.500 volontari, hanno collaborato più di un migliaio di attori, molti dei quali disabili. Secondo l’idea originaria degli organizzatori, la performance degli acrobati era una metafora della sottile barriera che separa la capacità di stare in piedi e il cadere. Gli atleti, dopotutto non hanno paura di cadere, sono sempre pronti ad alzarsi e ad andare avanti.

La scena culminante della cerimonia è stata l’entrata nello stadio Fischt della rompighiaccio Mir. L’imbarcazione, come il movimento paralimpico, cerca di rompere il ghiaccio dell’incomprensione e distruggere gli stereotipi sulle persone con disabilità. Come si è scoperto più tardi, tuttavia, non tutti gli spettatori sono stati in grado di cogliere la metafora. George, ad esempio, uno spettatore statunitense che ha assistito alla cerimonia, ammette: “Ci ho messo un po’ a capire che si trattava di una rompighiaccio e ciò che essa simboleggiava finché, poi, non ho letto il programma dove c’era una breve sintesi e spiegazione della cerimonia”.

La scelta della musica per la sfilata degli atleti paralimpici non ha lasciato indifferente il pubblico russo. Per accompagnare la parata delle delegazioni partecipanti, infatti, gli organizzatori hanno scelto le colonne sonore dei film russi più celebri. Gli spettatori stranieri hanno apprezzato, invece, la componente visiva della cerimonia. "Un'esperienza indimenticabile. Mi sono particolarmente piaciute le parole in russo e in inglese che si andavano formando sulla scena ("Вместе" e "together", ndr) . E le enormi sfere trasparenti che si muovevano sul pavimento dello stadio”, racconta entusiasta Mary, una spettatrice proveniente dalla Gran Bretagna.

Katia, della città di Izhevsk, e Ksiusha, di Barnaul. Ieri erano due delle ragazze che portavano i cartelli con i nomi dei Paesi durante la sfilata degli atleti. Katia portava quello della Corea del Sud e Ksiusha quello della Slovacchia. Successivamente hanno partecipato anche ai balli di una delle scene dello spettacolo. Le due ragazze avevano già partecipato anche alla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici, lo scorso 23 febbraio.

Un anno e mezzo fa avevano inviato la richiesta per partecipare ai Giochi in qualità di volontarie. Dopo aver superato una serie di colloqui e casting, le era stato chiesto di firmare un accordo di riservatezza su tutte le informazioni relative alle cerimonie. Ora che tutti i segreti sono stati svelati, possono raccontare di aver visto più volte piangere l'orso Misha e di sapere che il quinto anello dei Giochi Olimpici non si sarebbe aperto durante la cerimonia di chiusura. Questa decisione venne presa dopo l’errore tecnico, verificatosi nel corso della cerimonia d’apertura dei XXII Giochi olimpici invernali di Sochi il 7 febbraio, che impedì a uno degli anelli olimpici di aprirsi del tutto. Dopo la nostra breve conversazione, le ragazze se ne andate correndo: "Ci hanno detto che oggi ci hanno mostrato per bene in Tv. Vogliamo andare a vedere la ritrasmissione della cerimonia”.

​La fiamma olimpica è stata accesa dai campioni paralimpici Olesia Vladykina e Sergei Shilov. Olesia Vladykina è due volte campionessa paralimpica, medaglia d’argento e di bronzo nel nuoto tra le atlete con disabilità fisiche. Sergei Shilov, invece, è sei volte campione paralimpico, tre volte medaglia d'argento e medaglia di bronzo nello sci di fondo tra gli atleti con lesioni dell’apparato muscoloscheletrico.

Dopo l’inizio delle gare, la fiamma olimpica continuerà ad ardere nel braciere fino alla cerimonia di chiusura dei Giochi paralimpici, che si terrà il 16 marzo.

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