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Al via le gare di hockey. La Nazionale russa per la prima volta giocherà il 13 di febbraio con la squadra Slovacca. I giocatori hanno raccontato le difficoltà di adattamento, l’atmosfera a Sochi e lo speciale equipaggiamento scelto per le Olimpiadi

La squadra russa di hockey (Foto: Itar Tass)

Ilja Zubko, Rossiyskaya gazeta

Alle stelle della NHL, che costituiscono la base della squadra favorita, toccherà giocare praticamente senza allenamenti: i giocatori infatti sono arrivati a Sochi solo il dieci febbraio. La Nazionale Russa farà in tempo soltanto a svolgere tre allenamenti per intero. E con la squadra al completo due: al primo allenamento, svoltosi subito dopo l’atterraggio, non ha partecipato il capitano della squadra Pavel Dacjuk. Quest’ultimo si è appena ripreso da un trauma e gli allenatori gli hanno consentito di riposarsi un po’. Non si è allenato neanche il giovane hockeista olimpico russo, il diciottenne Valerij Ničuškin, il quale è arrivato al palazzetto del ghiaccio Bolshoj direttamente dall’aereo e ha fatto in tempo soltanto a partecipare alla sessione fotografica.

Il giorno successivo Pavel e Valerij si sono messi a lavoro a pieno ritmo. Già nella sessione d’allenamento mattutina abbiamo visto la formazione con la quale, a giudicare dai fatti, la nazionale comincerà le gare. I due terzetti di attaccanti sono così composti: Ovečkin- Malkin e Semin da una parte, e Koval’čuk- Dacjuk-Radulov dall’altra. Dopo l’allenamento mattutino la Nazionale russa è arrivata al principale media-center per la conferenza stampa.

“Siamo venuti tutti insieme qui da voi per dimostrare che siamo una squadra. Perché solo con lo sforzo di tutta la squadra si può ottenere il successo!” ha chiarito il presidente della Federazione Russa di Hockey Vladislav Tretjak, che ha acceso il fuoco della torcia olimpica nel cerimoniale d’apertura dei giochi di Sochi. Tutti naturalmente erano interessati alle condizioni di salute di Pavel Dacjuk. Al capitano della Nazionale russa hanno comunicato che il suo allenatore, Mike Bebkok, ha dichiarato che Dacjuk non era ancora pronto. Pavel ha risposto a queste dichiarazioni con il suo inimitabile humour: “Va tutto a meraviglia, il mio trauma non mi preoccupa. E neanche Bebkok”, ha detto Pavel suscitando le risate benevole dei giornalisti.

All’allenatore principale Zinetulu Biljaletdinov è stata chiesta una valutazione sulla squadra. “In generale, la squadra è in buone condizioni. Il primo allenamento probabilmente non è andato del tutto liscio: per i ragazzi è stato faticoso, erano appena arrivati dal viaggio. Ma oggi è stato decisamente un altro allenamento. Si sentivano meglio”, ha detto Biljaletdinov. Evgenij Malkin ha precisato che sia lui, sia gli altri membri della NHL hanno abbastanza tempo per ambientarsi. “Sì, ci siamo uniti al resto della squadra un po’ più tardi, ma non penso che sarà un grosso problema. Non è la prima volta che succede una cosa del genere, i membri della NHL arrivano sempre più tardi alle Olimpiadi - ha ricordato Evgenij  -, abbiamo abbastanza tempo. Spero che tutti riusciremo ad allenarci e che non ci saranno problemi”.

Makalin giocherà insieme ad un’altra grande stella dell’hockey, Aleksandr Ovečkin. Lo stesso Aleksandr non vede alcun problema in questa coppia. “Penso che con Malkin non ci sarà alcuna difficoltà. La cosa più importante è che ci capiamo sul campo. Siamo tutti esperti del mestiere, tutti sappiamo cosa fare”, ha dichiarato Ovečkin. Ovečkin alle Olimpiadi indosserà dei pattini con la bandiera russa disegnata ai lati. “Avevo questa idea già da tempo, e la sua realizzazione ha richiesto solo un giorno: mi ha aiutato un caro amico di Washington”, racconta Aleksandr.

Il portiere Semen Varlamov, che aspira al ruolo di numero uno nella Nazionale, ha preparato anche lui una sorpresa per i tifosi. Esibirà uno scudo con l’effige dell’aquila a due teste russa. Racconta Semen che non ha dovuto pensare a lungo al design dell’aquila. “Avevo molte idee su come decorare lo scudo. Ma c’erano troppe restrizioni e per questo la mia scelta è ricaduta su questo soggetto”, ha riconosciuto Varlamov. “Sono molto felice di essere tornato in Russia. Quando l’aereo è atterrato non riuscivo a credere di essere ritornato nella mia terra natale. È molto bello che sia la Russia ad ospitare le Olimpiadi. Penso che dopo la cerimonia di apertura a cui abbiamo assistito, dovremmo tutti essere orgogliosi del nostro Paese” ha detto Semen.

Il passaggio dai campi americani a quelli grandi europei è un tema sempre attuale alle Olimpiadi e ai campionati del mondo. Per i portieri la differenza nelle dimensioni del ghiaccio è particolarmente importante. “Di certo c’è una differenza - dice Varlamov -. Io l’ho percepita già durante gli allenamenti. Ma tutti i portieri si troveranno a giocare nella stessa condizione e saranno necessari 3-5 giorni, magari anche meno, per adattarsi completamente al nuovo campo di gioco”.  La linea di difesa della Nazionale russa tradizionalmente si ritiene l’anello debole della squadra. Ma anche qui ci sono abbastanza persone in grado di giocare ad altissimi livelli. Le speranze principali sono legate all’espertissimo Andrej Markov. Appena ripresosi dal trauma, ha fatto la migliore stagione degli ultimi anni a Montreal. E alle Olimpiadi, con buone probabilità, farà parte del quintetto di giocatori iniziale.

“A Sochi c’è un’atmosfera meravigliosa, da tutte le parti si percepisce energia positiva e i ragazzi sono tutti felici di essersi riuniti", dice Markov condividendo le sue sensazioni. “Non devo essere io a giudicare quali siano le mie condizioni fisiche. Mi sento bene e tento di divertirmi con l’hockey. Siamo una squadra unita, e non importa con chi giocheremo. Dobbiamo soltanto scendere in campo e dare il massimo”, continua Markov. Alla domanda se sarà difficile per i giocatori abituarsi al fuso orario, l’hockeista ha tagliato corto: "Vorrà dire che berremo caffè".

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