L'alfiere dello Skeleton

La carriera di Aleksandr Tretjakov. Ovvero come un ragazzo di Krasnojarsk, grazie ai suoi successi, sia riuscito a fare interessare un intero Paese a uno sport fino a quel momento misterioso

Aleksandr Tretjakov (Foto: Ria Novosti)

Ilya Sobolev, Russia Oggi

Certamente già da tempo in Russia vi erano notizie su questo svago per “gente fuori di testa”: la federazione nazionale esiste infatti dal 1992. Ma ben pochi tra gli skeletonisti russi erano riusciti, nel migliore dei casi, a qualificarsi nella top 20. Aleksandr Tretjakov ha innalzato il livello dello skeleton nel Paese. Il cammino di Sasha (diminutivo di Aleksandr in russo, ndr) nello sport è iniziato con l’atletica leggera. È andata come nel film sui corridori giamaicani, i quali, non essendo stati selezionati per le Olimpiadi estive hanno deciso di partecipare a quelle invernali come atleti di bob.

Tuttavia Tretjakov al bob non è rimasto a lungo : l’atleta sostiene che in questo sport sia molto importante la massa corporea, ma Aleksandr non è mai riuscito a raggiungere il peso necessario. “La curiosità sopraffaceva la paura, era interessante sapere cosa ci sarebbe stato più avanti”, ricorda Tretjakov a proposito delle sue prime esperienze. “Sono arrivato fino alla fine senza ribaltarmi. Il primo pensiero dopo aver tagliato il traguardo è stato ‘Non ho capito niente’. Mentre correvo, tutto davanti a me si mescolava e spariva in un lampo. Ma subito dopo volevo capirci di più, scendere consapevolmente, guidare”. Inizialmente ad Aleksandr riusciva soltanto la spinta iniziale grazie all’esperienza con l’atletica leggera. Per il resto faceva solo un errore dietro l’altro, per  mancanza di esperienza alla guida e nella tecnica.

Un esempio concreto è stata l’esibizione del russo nella sua prima Olimpiade a Torino nel 2006 . In entrambi i tentativi Tretjakov ha mostrato un’ottima partenza, per metà del percorso ha mantenuto la leadership, ma a causa degli errori ha perso tutto il vantaggio. Risultato: un quindicesimo posto. Tuttavia già allora gli specialisti predissero per lui un futuro luminoso. Le previsioni hanno cominciato ad avverarsi molto presto. Nella stagione 2006-2007 Tretjakov ha conquistato il terzo posto nella classifica generale della Coppa del Mondo, e dopo due anni si è aggiudicato il prestigioso trofeo. Durante la stagione il russo ha gareggiato senza vittorie, ma molto stabilmente. Con un trionfo si è conclusa solo l’ultima tappa a Salt Lake City, in cui Sasha ha sconfitto tutti i rivali e si è guadagnato il titolo.

Nel 2009 Aleksandr ha conquistato il bronzo nel campionato del mondo a Lake Placid e nella sua seconda Olimpiade non era soltanto uno skeletonista in grado di competere con gli altri atleti, ma anche uno dei candidati alla vittoria. Tretjakov ha confermato le speranze riposte in lui, arrivando terzo a Vancouver. Per la cronaca, si è trattato della  prima medaglia olimpica conquistata da uno skeletonista russo.

Il ragazzo di Krasnojarsk ha continuato a fare progressi anche in seguito. Nel 2011 ha vinto l’argento ai Campionati del Mondo, rimanendo indietro solo al lettone Martins Dukurs, il quale già allora aveva notato il rivale: “Sasha è stato bravo, ha resistito. La capacità di una persona di usare al massimo il proprio potenziale quando serve, è molto importante nello sport a livello professionale”. Bisognava vedere l’espressione di Dukurs ai mondiali del 2013 a Saint Moritz, dal suo secondo posto sul podio, mentre Tretjakov festeggiava la conquista dell’oro, il primo nella storia russa. 

Inevitabilmente sono cambiate anche le relazioni tra i due atleti. Se inizialmente Tretjakov le definiva amichevoli, adesso è apparsa la “tensione” . Dukurs sarà probabilmente il principale avversario di Tretjakov a Sochi nella battaglia per la conquista dell’oro. In questa stagione gli avversari per le classificazioni generali sono praticamente allo stesso livello. Nelle prime due tappe il russo e il lituano hanno entrambi primeggiato. Nelle successive Dukurs ha vinto due volte, Tretjakov  dal canto suo non è sceso neanche una volta al di sotto del quinto posto, mentre Martins una volta si è piazzato solamente ottavo. I successi di Dukurs non preoccupano affatto il vecchio allenatore della squadra russa di skeleton Willi Schneider. “Che Dukurs vinca pure tutto”, sorride lo specialista tedesco. “La scorsa stagione ha vinto ovunque eccetto a Saint Moritz, dove si sono svolti i campionati del mondo” .

 

Tutti i retroscena di Sochi
nel blog di una volontaria
alle Olimpiadi

Dukurs e Tretjakov si sono già sfidati a Sochi: lo scorso anno il migliore è stato il lettone. Per le Olimpiadi di Sochi il russo avrà il vantaggio di giocare in casa. Il campionato russo si è svolto lì ad ottobre e proprio in questa occasione Aleksandr ha stabilito un nuovo record personale. La squadra è stata a Krasnaja Poljana anche alla vigilia dell’anno nuovo. “Per quanto riguarda Zubkov (leader della squadra russa di bob) e Tretjakov, noi, così come i tifosi, riponiamo in loro grandi speranze” sostiene il presidente della Federazione Russa di Bob e Skeleton Georgij Bedzhamov. Psicologicamente loro sono pronti a gareggiare a Sochi. Entrambi sono atleti esperti, non è la loro prima Olimpiade e ciascuno di loro ha grande esperienza nelle competizioni internazionali. 

Nonostante le preoccupazioni di alcuni, Tretjakov è tranquillo. La preparazione procede come previsto . Se si crede a Schneider nelle tre tappe nordamericane della stagione, il russo ha fatto notevoli progressi, il che è  testimoniato anche dal fatto che gli è riuscito di battere il suo record personale di spinta due volte. “La cosa più importante a Sochi è mantenere il record personale, dimostrare una buona spinta, tenere la velocità e fare un buon tempo” ritiene Sasha. “Quale sarà il piazzamento… Se avrò la percezione di aver dato il massimo e di aver raggiunto il limite, sarò soddisfatto di qualunque risultato”. 

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