Le emozioni di Armin

Bronzo nello slittino. Sei medaglie in altrettante Olimpiadi. Ecco come Armin Zoeggeler ha vissuto i Giochi Olimpici di Sochi

Armin Zoeggeler (Foto: Reuters)

Nicola Sellitti, Russia Oggi

Sei medaglie in altrettante partecipazioni alle Olimpiadi invernali. Armin Zoeggeler, bronzo nello slittino alle Olimpiadi invernali di Sochi qualche giorno fa, è entrato nel pantheon degli atleti azzurri più vittoriosi e celebrati nel mondo. Ecco le sue emozioni a qualche giorno di distanza dal podio olimpico russo, tra gioia, consapevolezza del grande traguardo raggiunto e un bilancio sulla spedizione azzurra sul Mar Nero. Con uno sguardo lanciato anche al suo futuro agonistico ancora in bilico. Questione di stimoli, tra carta d'identità e passione per il ghiaccio.

Tutti i retroscena di Sochi
nel blog di una volontaria
alle Olimpiadi

Tutta l'Italia ha esultato per la sua medaglia di bronzo nello slittino. E' stato seguito in tv anche da chi conosce a malapena la disciplina. Quali sono le sue sensazioni a freddo? Quante volte ha rivisto in mente la gara?

La gara in realtà non l'ho rivista ancora. Non ho avuto il tempo. Ma vari fotogrammi affollano la mia mente. E' stato un successo bellissimo, il massimo cui potevo aspirare. Sono stato inondato di attestati di stima, tanti messaggi di congratulazioni ricevuti da amici, parenti, anche colleghi dello slittino. Anche dal presidente della Repubblica italiana. Una vera valanga. Sono felice.

Quanti sforzi ci sono dietro questo bronzo olimpico arrivato a quasi 41 anni?

E' stato un lavoro impegnativo. Quattro anni di impegno quotidiano indirizzati verso Sochi, verso il sogno di quel podio. Concentrazione, allenamenti, tutto per le Olimpiadi, tra ricerca dei materiali giusti, provando a tener bassa la tensione, non ascoltando i dolori, lo sforzo imposto al mio corpo, alla mia schiena. Ma sono andato in Russia convinto dei miei mezzi. Ho trovato subito il ritmo nelle prove cronometrate. E' andato tutto come volevo.

Che ne pensa dei risultati della spedizione italiana? Otto medaglie non sono affatto poche...

Esatto, sta andando tutto molto bene, ben oltre le speranze della vigilia. Ora però ne attendo altre. Magari arrivare a dieci, sarebbe fantastico, risultato del tutto inatteso, vediamo...

Ha avvertito tensione a Sochi per la delicata situazione con la politica, attraverso il tema dei diritti civili, entrata a gamba tesa nello sport?

Noi atleti, io soprattutto, abbiamo provato a concentrarci sulle gare. Era un imperativo. Non abbiamo neppure parlato tra di noi di queste cose, non competeva a noi stabilire cosa fosse giusto o meno. Ci stavamo giocando un pezzo di carriera sportiva, serviva la massima concentrazione. Per fortuna, lo sport ha avuto la meglio. 

In queste sere è stato anche ospite al Festival di Sanremo. Ed è ricercato da giornali, riviste, tv. Possibile che questa ribalta mediatica non sia uno stimolo a non ritirarsi?

Il Festival è stata una bella esperienza, diversa, divertente. Sulla mia carriera, devo rifletterci bene. Ora non so, devo riposarmi, ascoltare il fisico, il corpo. E valutare se ci sono davvero gli stimoli per andare avanti. Per sottoporre la mia schiena a nuovi massacranti allenamenti. Il tempo non mi manca. Ma ora, vacanza, oltre agli appuntamenti ufficiali cui dovrò presenziare. 

Altre notizie su Sochi