Le speranze del "siluro russo"

Dopo la sconfitta a Vancouver, Ekaterina Tudegesheva, due volte campionessa del mondo nello slalom parallelo con lo snowboard, ora ha voglia di rifarsi

Katerina Tudegesheva (Foto: Ria Novosti)

Aleksandr Erastov, Russia Oggi 

Katia è perfetta per lo snowboard: solida, abbina in maniera eccezionale forza e resistenza, e possiede un carattere d’acciaio. Non per altro l’hanno soprannominata “il siluro russo”. Grazie alle sue vittorie alla Coppa del mondo come pure ai Campionati del mondo di slalom gigante parallelo e di slalom parallelo, Tudegesheva è una delle atlete più titolate nel mondo dello snowboard. Gli osservatori non lo nascondono: Tudegesheva parte favorita per conquistare l’oro con la squadra russa dei Giochi Olimpici di Sochi.

Katia è nata nel 1987 nella regione di Kemerovo. Alla morte di sua madre, a cinque anni lascia la città meridionale e in pianura di Rostov sul Don insieme alla sorella, e si trasferisce dalla zia, nella cittadina siberiana di Tastagol. Nella montagnosa Chorie, che gli abitanti del posto chiamano scherzosamente la Svizzera siberiana, quasi per caso Katia entra nella scuola di sci alpino. A 11 anni, dopo aver trascorso alcune stagioni sugli sci, decide senza esitazione di passare allo snowboard, sempre più popolare a quei tempi. La ragazzina non ha assolutamente voglia di assomigliare alle sue coetanee, detesta la gonna e indossa soltanto jeans.

La prima competizione internazionale alla quale partecipa Ekaterina è una gara della Federazione internazionale di sci nel 2003. In seguito si piazza al 16esimo posto ai Campionati del mondo nella categoria boardercross. Il suo primo trionfo risale al 2005, quando vince la medaglia d’oro nello slalom gigante parallelo del Campionato del mondo juniores. Nel 2006 i Giochi Olimpici di Torino dimostrano che la giovane ha talento, ma deve ancora perfezionarsi: non riesce infatti a salire sul podio e questo la motiva ancor più. Nel 2007, diventa la prima russa a vincere il Campionato del mondo di snowboard, conquistando il primo posto nello slalom gigante parallelo. Il suo medagliere tra Torino e Vancouver si arricchisce e questo le permette di poter ambire davvero al podio olimpico. Ma un malaugurato errore agli ottavi di finale mette bruscamente fine alle sue speranze. Profondamente colpita da questo smacco, si sente tuttavia sempre più sicura di sé.

“Ho trovato dentro di me la forza per padroneggiare il mio corpo e affrontare tutte le situazioni diverse che si presentano” spiega oggi Katia. “La mia vittoria ai Campionati del mondo dell’anno successivo mi ha fatto molto bene sul piano psicologico”. Ed è proprio nelle sue discipline preferite, ovvero lo slalom parallelo e lo slalom gigante parallelo, che Katia Tudegesheva ha le sue chance migliori. Oltre alla Tudegesheva, la squadra olimpica russa è composta anche da Ekaterina Ilyukhina, Natalia Sobolieva e Aliona Zavarzina. Con il suo secondo posto a Vancouver, Ilyukhina conquista la prima medaglia olimpica della storia dello snowboard russo ed entra a far parte dei russi che hanno le capacità di battersi per vincere. Katia crede che esibirsi davanti al suo pubblico faciliti il suo compito: “Avverto tutto l’appoggio emotivo e il supporto dei miei tifosi” afferma. “Il fatto che si aspettino di me una vittoria non mi mette sotto pressione. Anzi, mi procura molta gioia. L’attenzione della stampa per il nostro sport non è molta, soprattutto alla televisione. Ma con più medaglie, le nostre gare guadagneranno in visibilità”.

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