Nostalgia dei Giochi

Ecco il resoconto di un'avventura straordinaria. Un volontario italiano descrive a Russia Oggi il suo impegno per i Giochi Olimpici e i suoi giorni sulle rive del Mar Nero

Tiziano D’Angelo (Foto: Olga Gorshkova)

Olga Gorshkova, Russia Oggi

Tiziano D’Angelo sognava di diventare volontario olimpico da otto anni. E quest’anno a Sochi il suo desiderio finalmente è diventato realtà. In questa intervista che ha rilasciato in esclusiva a “Russia Oggi” racconta che cosa si aspettava di vedere (e di non vedere) a Sochi e come è riuscito a scattarsi una foto con Tina Maze, l’atleta slovena che ha vinto due medaglie d’oro. E tutto parte nel refettorio della sala stampa Gorki durante la sua pausa pranzo. Oggi ha scelto brodo di pollo e brasato di carne con purè.

Tiziano, ti piace la cucina russa?

La carne è cotta bene. Di solito mangio carne una o due volte al mese, mentre qui c’è tutti i giorni, anche tre volte al giorno in qualche caso! Non ci sono molto abituato ma mi piace, è proprio buona. Penso che il cibo russo sia diverso da ciò a cui sono abituato, ma è davvero eccellente. La colazione invece è strana: per esempio oggi abbiamo mangiato verdure. Di solito a colazione io prendo un caffelatte e mangio qualcosa di dolce. Dopo un mese, però, ormai mi sono abituato.

Perché hai voluto fare il volontario qui a Sochi?

Avevo già fatto il volontario alle Olimpiadi di Torino del 2006 e da allora avevo presentato sempre domanda: a Pechino, a Vancouver e a Londra, senza mai ottenere una risposta. Così appena hanno aperto la fase di accettazione delle domande a Sochi ho presentato richiesta qui. Cercavano qualcuno che parlasse il russo in modo scorrevole. Io non lo parlo affatto, ma ho pensato di provare in ogni caso. Forse mi aspettavo ancora meno delle altre volte di essere scelto, e invece mi hanno contattato e ho passato una serie di colloqui. Nel 2010 sono venuto in Russia in vacanza, mi sono spinto fin qui a Sochi e mi è piaciuta molto, ma già nel 2009 avevo presentato richiesta di partecipazione ai Giochi in qualità di volontario.

Che cosa ti ha spinto a presentare domanda per fare il volontario a tutte queste Olimpiadi?

La magnifica esperienza vissuta a Torino...

Che cosa ti aspettavi dalla tua esperienza in Russia?

Tutti i retroscena di Sochi
nel blog di una volontaria
alle Olimpiadi

Mi aspettavo di conoscere molta gente, ed è andata proprio così. Mi aspettavo di dover far fronte a molti giornalisti e in effetti qui dove lavoro, alla sala stampa Gorki ce n’erano molti, ma non tanti quanti ce n’erano presso gli impianti sportivi. Una volta sono andato alla sala stampa Laura ed era piena zeppa di giornalisti. Quello che proprio non mi aspettavo, invece, era di poter assistere agli eventi, ma ci sono andato! Ho ottenuto due biglietti gratis dal mio superiore, per assistere alla cinquemila metri di pattinaggio di velocità e al Super G al quale prendeva parte un atleta italiano. Non mi aspettavo proprio di poter assistere a queste competizioni dal vivo, perché i biglietti erano esauriti. Avevo anche provato a comperarli, ma non era stato possibile. Il giorno dopo, al lavoro, il mio superiore mi ha detto che aveva un biglietto per me. Wow! Non me lo aspettavo proprio. Pensavo di dover assistere a tutte le competizioni in televisione.

Ti aspettavi che in Russia a febbraio facesse molto freddo?

No, non pensavo che avrebbe fatto molto freddo, perché essendoci già venuto una volta sapevo che il clima lungo la costa è relativamente mite. L’ultima volta ho visitato l’Abkhazia, quindi sapevo che qui anche in montagna il freddo non è intensissimo.

Quale lavoro svolgi qui? Di che cosa ti occupi in Italia?

Sono aiuto stampa all’Help Desk. Ci occupiamo di oggetti smarriti e ritrovati, abbiamo un servizio di deposito con sportelli chiusi a chiave, cambiamo i canali alla televisione per mostrare le varie gare, forniamo informazioni sui mezzi di trasporto, ci occupiamo di accrediti e di molte altre cose. Cerchiamo di renderci sempre utili, anche se non rientra specificatamente nelle nostre mansioni. In Italia sono un consulente, un commercialista. Quello che faccio in Italia non ha niente a che vedere con il giornalismo, se solo trascuriamo il fatto che il mio ultimo cliente era proprio un giornalista! [Ride]. Sono un lavoratore autonomo: non abbiamo diritto ad ammalarci o andare in vacanza, e quindi è davvero difficile riuscire a trovare un mese intero per stare via. Ma sono riuscito a lavorare anche da qui, con internet e a telefono, mandando email ai clienti per le questioni più urgenti. Sapevo che per rendere possibile questa esperienza avrei dovuto lavorare molto di più sia prima sia dopo i Giochi, ma ne è valsa la pena!.

Che impressione ti sei fatto dei Giochi?

Penso che qui sia andata magnificamente. Non voglio paragonare questa esperienza con quella precedente di Torino, dato che naturalmente era nel mio paese. Posso soltanto dire che qui, in preparazione di queste Olimpiadi, è stato fatto un lavoro veramente magnifico. Tutto è filato liscio. Certo, qualche piccolo intoppo c’è stato, ma in linea generale è andato tutto molto bene. Sono felice di aver partecipato, di aver dato un piccolo contributo, di essere stato qui come tanti altri volontari. Ho incontrato persone molto positive, accoglienti, disponibili a prescindere da tutto, e sempre molto cordiali. Questo non è lo stereotipo più consueto del popolo russo…Ero già stato qui tre anni fa e se dovessi fare un confronto direi che ho avuto la netta sensazione che le cose sono davvero cambiate. O, forse ho semplicemente conosciuto le persone più fantastiche di tutta la Russia!.

Come hai trascorso il tuo tempo libero?

Un giorno sono andato a sciare. In Italia scio spesso, ma avevo poca esperienza di sci all’estero. Posso dire che qui le montagne sono magnifiche e la neve è straordinaria! È stato bellissimo sciare qui nel Caucaso. Avrei voluto anche ritornare in Abkhazia, ma non c’è stato tanto tempo per viaggiare e fare cose del genere.

Qual è il ricordo più indimenticabile che porti a casa con te da Sochi?

Prima di venire qui in Russia mio padre mi ha detto che sarei dovuto tornare con una foto scattata insieme a Tina Maze. E proprio questa mattina qui nella sala stampa c’è stata la sua conferenza stampa. Così oggi ho avuto il mio colpo di fortuna! Mi sono avvicinato e le ho spiegato che mio padre è un suo grandissimo tifoso, ancora più di me, e voleva che scattassi una foto con lei. Tina Maze ha risposto che non c’erano problemi. Parlava addirittura un po’ di italiano! I suoi allenatori sono italiani ed è bello sapere che dietro le due medaglie d’oro che ha conquistato qui a Sochi ci sono degli italiani, anche se non le ha vinte per l’Italia. Una delle cose interessanti che ho imparato qui ai Giochi me l’ha insegnata proprio Tina Maze oggi, quando alla conferenza stampa ha detto: ‘Non so niente del mio futuro. Non guardo al passato. Mi diverto e vivo il presente!’. Ecco, sono d’accordo con lei: questo vale anche per me!”.

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