La corsa di Olga verso il podio

Due ori nelle precedenti Olimpiadi e la fama di atleta più forte nella staffetta. Olga Zajtseva racchiude tutte le speranze della Nazionale femminile russa di biathlon

Olga Zajtseva (Foto: Ria Novosti)

​Ilja Trivjatskij, Russia Oggi

 

È l’unica, tra le 225 atlete della delegazione olimpica, ad aver conquistato un oro nelle due precedenti Olimpiadi. Olga Zajtseva è considerata l’atleta più forte nella staffetta. E in lei sono riposte tutte le speranze della Nazionale femminile russa di biathlon

 

Il 19 febbraio a Sochi i biathlonisti affronteranno la prova della staffetta mista, femminile e maschile. Si tratta delle discipline nelle quali la Russia concorre sempre per il podio. E tutti i riflettori sono puntati su Olga Zajtseva. Su colei che, sia a Torino nel 2006, sia a Vancouver nel 2010, è salita sul gradino più alto del podio.

 

Olga ha vinto nella staffetta: in Italia ha corso la terza tappa, mentre in Canada ha concluso la staffetta, correndo la quarta tappa nel quartetto delle russe in gara.

 

Leader della squadra

Da molti anni la Zajtseva è considerata il leader morale della squadra. Ai campionati del Mondo del 2009 ha salvato il prestigio della squadra russa, seriamente compromesso dalle accuse di doping a carico di Albina Akhatova, Ekaterina Yureva e Dmitrij Yaroshenko.

 

A Pyeongchang la Zajtseva ha vinto l’oro nella staffetta e nella partenza in linea, il bronzo nelle competizioni di sprint e inseguimento. Per i successivi tre campionati del mondo (2011, 2012 e 2013) la Russia non è salita sul podio, ma Olga ha sempre occupato i primi posti e conquistato l’oro nelle tappe della Coppa del Mondo.

 

A proposito, con l’introduzione nel programma olimpico della staffetta mista le chance di ricevere una medaglia per la Zajtseva aumentano notevolmente. In verità è difficile prevedere chi verrà scelto dagli allenatori nel gruppo misto, ma sicuramente nella staffetta femminile il posto di Olga è garantito quasi al 100 per cento.

 

Al contempo, i risultati personali della Zajtseva nella stagione preolimpica non hanno impressionato: l’argento di novembre nello sprint sulla pista svedese di Estersund e ancora un paio di piazzamenti nella top 10 nello sprint così come nell’inseguimento. Non ha partecipato all’ultima tappa in Italia a causa di un raffreddore.

 

I principali rivali

Tradizionalmente i principali avversari della Russia nelle gare femminili sono la Germania e la Norvegia. E sono pronte a farsi in quattro per il podio anche Ucraina e Bielorussia, con squadre che sono notevolmente cresciute. Anche la Francia ha atleti molto forti.

 

Nella stagione attuale nell’ambito della coppa del mondo si sono tenute tre staffette. All’inizio di dicembre a Hochfilzen hanno vinto le ucraine, dopo una settimana, ad Annecy, in Francia, le migliori sono state le tedesche, nella prima decade di gennaio a Rupholding in Germania ha trionfato la Russia. A parte la Zajtseva a cui è toccata la seconda tappa hanno gareggiato Ekaterina Galzyrina, Irina Starych e Olga Viluchina.

 

Oltre all’Ucraina, la Germania e la Russia, in questa stagione si sono distinte nella staffetta anche la Francia e la Norvegia. I vincitori avrebbero potuto essere di più, ma la competizione a squadre del 19 gennaio ad Anterselva (Italia) è stata cancellata per nebbia. 

 

Tutti i retroscena di Sochi
nel blog di una volontaria
alle Olimpiadi

Sotto la guida di un tedesco

Alle Olimpiadi la squadra femminile si è preparata in due gruppi diversi con lo specialista tedesco Wolfang Pichler e con Vladimir Korolkevic. La Zajtseva si è allenata con Pichler.

 

“Pichler è un massimalista, cosa che mi sta benissimo. Credo in lui, lavoriamo insieme da molti anni e non ho dubbi sulla professionalità di Wolfang. È un professionista e fa tutto come si deve”, sostiene la Zajtseva. “Le Olimpiadi secondo me rappresentano il più alto scalino per un atleta. I Giochi invernali sono sempre motivo di preoccupazione, si svolgono solo una volta ogni quattro anni e ci prepariamo a questo evento per tutto il tempo. Alle Olimpiadi non ci si abitua. Si acquisisce esperienza, tuttavia ogni volta ti senti in modo diverso”.

 

Pichler a sua volta apprezza moltissimo la maestria sportiva della Zajtseva: “Lei è un’atleta di biathlon di straordinario talento, che dà tanto negli allenamenti. E cosa più importante è dotata di grande fermezza psicologica. Nella nostra disciplina è un fattore di fondamentale importanza”.

Altre notizie su Sochi