Russia speciale alle Paralimpiadi

Con 80 medaglie, di cui 30 d’oro, la Federazione vince i Giochi paralimpici invernali di Sochi, battendo il primato dell’Austria siglato nel 1984

La cerimonia di chiusura dei Giochi paralimpici di Sochi 2014 (Foto: Viktor Vasenin / RG)

 

Timur Ganeev, Russia Oggi

 

La Russia segna un nuovo record nella storia delle Paralimpiadi invernali. La squadra della Federazione ha vinto i Giochi paralimpici invernali portando a casa 80 medaglie, di cui 30 d’oro: un primato, quello stabilito a Sochi dai padroni di casa, che supera anche il successo degli austriaci, che alle Paralimpiadi del 1984 in Austria avevano collezionato 70 medaglie.

 

Ai Giochi paralimpici hanno partecipato 547 atleti provenienti da 45 Paesi: un record assoluto per i Giochi. In nove giorni di gare sono stati vinti 73 set di medaglie in 5 tipi di giochi. Secondo il presidente del Comitato organizzativo “Sochi 2014” Dmitri Chernishenko, gli organizzatori dei Giochi hanno venduto più di 325 biglietti e la cerimonia di chiusura è stata vista da oltre 2 miliardi di persone.

 

Il record dei padroni di casa

Tutti i retroscena di Sochi
nel blog di una volontaria
alle Olimpiadi

“Questo è un fantastico risultato per la nostra squadra. Noi speravamo molto nel primo posto ma non ci aspettavamo un così grande numero di medaglie”, ha affermato il primo vice presidente del Comitato Paralimpico russo, membro del comitato esecutivo della federazione internazionale International Wheelchair and Amputee Sports (IWAS) Pavel Rozhkov. “Nei campionati mondiali siamo effettivamente leader in molte discipline, ma le Paralimpiadi segnano l’inizio di un’altra grande avventura. I ragazzi potevano bruciarsi. Sono convinto che un grande ruolo in questo successo lo abbia giocato il nostro staff tecnico che è riuscito a preparare perfettamente gli atleti proprio per Sochi”.

 

Il secondo posto è andato alla Germania, vincitrice della precedente edizione dei Giochi paralimpici di Vancouver. Questa volta gli atleti tedeschi hanno vinto 15 medaglie (nove d’oro, cinque d’argento e una di bronzo). Al terzo posto, così come quattro anni fa, si è classificato il Canada, con 16 medaglie (7-2-7).

 

Il successo degli ucraini

Il successo ha baciato anche la squadra ucraina, che ha portato a casa 25 medaglie (5-9-11). “Prima dell’inizio dei Giochi la squadra ucraina aveva valutato la possibilità di ritirarsi, ma alla fine hanno deciso di restare. Questa è già una grande vittoria perché gli atleti disabili attendono da quattro anni l’inizio dei Giochi paralimpici - ha affermato Rozhkov -. La tensione interna si sentiva, ma non ha influenzato i nostri rapporti. Abbiamo vissuto insieme, condiviso momenti, chiacchierato, scambiato opinioni, ci siamo sostenuti a vicenda”.

 

L’eroe delle Paralimpiadi

Il maggior numero di medaglie (30 in totale) è andato allo sci. Le squadre di Germania e Russia hanno vinto sei medaglie d’oro. La sciatrice 21enne Anna Shaffelchuber è diventata una delle principali eroine dei giochi di Sochi, dopo aver vinto cinque medaglie d’oro. “Questo è un successo incredibile per me – ha raccontato la Shaffelchuber -. Io qui mi sono sentita alla grande. Sono stata benissimo a Sochi. Le cerimonie di apertura e chiusura, le piste di sci. Qui sono state create le condizioni perfette per gli atleti. Non abbiamo avuto alcun disagio relativo agli spostamenti anche all’interno del villaggio olimpico. Vorrei inoltre ringraziare i volontari che ci hanno dato un grande sostegno”.

 

Per una medaglia d’oro Shaffelchuber è davanti al russo Roman Petushkov. Roman è stato campione paralimpico sei volte nella storia dei Giochi. Tre ori Petushkov li ha presi nel biathlon e tre nello sci. “È difficile trasmettervi a parole le mie emozioni. Ho vinto per la Russia il primo oro a Sochi, e ciò ha accresciuto il mio successo - racconta Roman -. Sochi è stata la città nella quale i disabili hanno potuto sentirsi persone con piene capacità. Questo vale più di tutte le vittorie”.

 

Emozionante la finale di sledge hockey: la compagine russa è l’esempio di come in pochi anni si possa trasformare una semplice squadra in un gruppo di campioni. Solamente tre anni prima questa squadra non esisteva: nel primo torneo ufficiale ha perso con il punteggio devastante di 0:60. E là dove la vita inciampa, ci pensa lo sport a rimettere insieme i cocci. Sono storie difficili infatti quelle di questi atleti: uno è stato investito da un’auto, un altro ha perso una gamba durante un allenamento nell’esercito, un altro ancora, in guerra… Ma lo sport li ha uniti. E nel marzo 2014 sono diventati i più grandi eroi delle Paralimpiadi. 

 

Stimolo per ulteriore sviluppo

Secondo Pavel Rozhkov il percorso della squadra russa di sledge hockey può essere seguito da molti atleti disabili.  “Noi ci auguriamo che la performance della nostra squadra e la grande risonanza che i Giochi hanno avuto attraverso i mass media possano avvicinare al nostro sport ancora più bambini disabili e speriamo che il nostro team si allargherà”, ha concluso il vice presidente del comitato dei giochi Paralimpici della Russia. Un tempo prendevamo nella squadra tutti coloro che più o meno si proponevano. Adesso c’è una sana concorrenza. Abbiamo lanciato un programma di aiuto alle persone disabili dopo le Paralimpiadi di Torino. Siamo sicuri che lo sport Paralimpico in Russia si svilupperà”.  

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