Ritorno al Bob. Per vincere

Aleksandr Zubkov è uno dei più titolati atleti russi. I Giochi di Sochi sono la quinta olimpiade della sua carriera. Già campione del mondo, quattro volte campione d'Europa e vincitore di sette Coppe del mondo, Zubkov ha conquistato un argento a Torino e un bronzo a Vancouver. L'unica vetta sportiva che ancora non è riuscito a conquistare è l'oro olimpico

Alkesandr Zubkov (Foto: Ria Novosti)

Aleksandr Erastov, Russia Oggi
 
"Un po' di paura c'è sempre", afferma il trentanovenne Aleksandr Zubkov, atleta professionista da oltre vent'anni. Vero è che Aleksandr affronta la questione con filosofia: "Se la paura viene a mancare, tanto vale abbandonare questo sport. Se non c'è adrenalina non possono esserci nemmeno i risultati. Se alla partenza sei tranquillo, non otterrai niente di buono". Quando racconta come si svolge una gara, Aleksandr ci fa venire ancor più i brividi: "Oltre alla velocità, c'è anche una fortissima pressione, e le sollecitazioni sono enormi", spiega lo sportivo. "Immaginatevi un razzo che sfreccia! Un quattro posti con gli atleti a bordo pesa 630 chilogrammi. Più di mezza tonnellata, lanciata alla velocità di 160 chilometri orari e senza mai toccare il freno: solo il pilota governa il bob. Anche volendo, frenare è proibito dal regolamento, per non rovinare il ghiaccio. È consentito solo oltre la linea del traguardo".

Aleksandr ha vinto quasi tutto: è campione del mondo e d'Europa, ha conquistato una medaglia olimpica d'argento e una di bronzo. A Sochi vuole cercare di ottenere l'unico riconoscimento che ancora manca alla sua collezione: l'oro olimpico. Prima di dedicarsi al bob, Zubkov è stato uno slittinista. Con lo slittino divenne campione del mondo juniores e partecipò alle Olimpiadi di Nagano nel 1998, arrivando al ventesimo posto. Fu proprio a Nagano che gli venne consigliato di passare al bob. Zubkov così fece. "L'ho trovato subito interessante", ricorda l'atleta. "Avevo la sensazione di guidare una grossa macchina". Sul piano professionale la cosa più difficile è stata lasciare le vette delle classifiche mondiali e ricominciare da zero, in un'altra disciplina sportiva: "Come bobbista non mi conosceva nessuno!"

Aleksandr Zubkov si fece conoscere ben presto: campione del mondo di bob nel 2011, più volte campione d'Europa e titolare della Coppa del mondo, oltre che vincitore di un argento e di un bronzo olimpici. Attualmente gli avversari lo considerano il concorrente più insidioso. Il bobbista americano Steven Holcomb alla vigilia dei Giochi di Sochi ha osservato: "Zubkov sarà molto forte dal momento che gareggia in casa, sulla sua pista.  È un vantaggio importante. Perciò dovremo cercare di non restare indietro, ma di mantenerci nelle prime posizioni in classifica". "Alle Olimpiadi si ha sempre voglia di dare il meglio di sé, di far vedere dei buoni risultati", spiega Aleksandr. "Naturalmente, già a Torino non eravamo più dei novellini, abbiamo gareggiato alla pari con le squadre tedesche, che pure erano le favorite.  Le olimpiadi sono una realtà a parte rispetto a tutti gli altri tornei, sono un evento a sé.  Non sono come i campionati mondiali e non hanno niente a che fare con la Coppa del mondo. Gli atleti si preparano per quattro anni a questo appuntamento e considerano i Giochi olimpici una cosa estremamente seria, perché il minimo errore ti priva della possibilità di lottare per una medaglia".

Nella stagione precedente alle Olimpiadi, Zubkov ha fatto bene: due argenti e un bronzo alla Coppa del Mondo, e bisogna considerare che le squadre russe non stanno "spingendo" tanto per il risultato, ma stanno piuttosto sperimentando varie innovazioni tecnico-tattiche proposte dall'allenatore della nazionale russa, il canadese di origini tedesche Pierre Lueders. Nelle gare di bob a due Zubkov scenderà in coppia con il suo compagno di un tempo, Aleksei Voevoda.  I due atleti, riunitisi dopo un lungo intervallo, si sono piazzati al secondo posto nella tappa della Coppa del mondo di Winterberg (Germania). In tutta la storia del bob in Russia, questo duetto rappresenta una simbiosi ideale tra due atleti; Zubkov e Voevoda sono considerati i favoriti nella corsa per una medaglia.

Naturalmente, Aleksandr ha studiato a fondo la pista "di casa sua" a Sochi, anche se ha dichiarato che proprio il fatto di gareggiare in casa carica gli atleti di una maggiore responsabilità. Gli esperti ritengono che la pista di Sochi "favorirà" Zubkov grazie alle caratteristiche tecniche del suo percorso. La pista ha una pendenza piuttosto ridotta, le curve strette sono poche, e perciò aumenterà l'importanza della rincorsa iniziale: e sotto questo aspetto i russi sono una della squadre più forti al mondo. Zubkov rievoca le olimpiadi di Torino 2006: all'epoca era già uno dei favoriti della gara, ma per raggiungere l'oro, conquistato da André Lange, gli sono mancati solo 13 centesimi di secondo, e si è dovuto accontentare della medaglia d'argento.  Quattro anni più tardi, a Vancouver, nelle gare a due lo ha di nuovo sorpassato quel maledetto genio di Lange.  Il secondo posto è andato a un altro equipaggio tedesco, e Zubkov è riuscito a salire solo sul terzo gradino del podio.

Dopo le olimpiadi del 2010 alla Federazione di bob e skeleton della Russia scoppiò uno scandalo. "Gli atleti durante la preparazione per le Olimpiadi sono stati trattati come degli schiavi", recitava una lettera aperta dei bobbisti al presidente della Russia, firmata tra gli altri anche da Zubkov. La lettera, a dire il vero, non ebbe alcuna ricaduta sul lavoro della federazione sportiva, e il leggendario bobbista annunciò il proprio ritiro dallo sport agonistico. Zubkov decise di accettare una proposta del governo della regione di Irkutsk, andando a occupare il seggio di ministro dello sport della regione. Ma il lavoro amministrativo non tenne impegnato a lungo lo sportivo. Ben presto, quando finalmente arrivarono dei cambiamenti radicali all'interno della Federazione bob e skeleton, il bobbista decise di riprendere la carriera sportiva. "Sono felice di essere tornato all'attività agonistica", dichiarò Zubkov, osservando con franchezza: "Tutto ciò è stato fatto in previsione dei Giochi olimpici di Sochi". Secondo Aleksandr, la competizione principale sarà tra le squadre della Russia e della Germania. "Dal momento che sono uno dei più agguerriti avversari dei tedeschi, in quel paese sono piuttosto conosciuto", sorride l'atleta, ed elenca gli altri contendenti: "Svizzera, Canada, USA e Lettonia ci faranno una forte concorrenza".  

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