Sochi, Olimpiadi Social

Numeri, dati, tendenze. Ecco come i Giochi Olimpici vengono vissuti su Facebook e Twitter

Tifosi sotto i cerchi olimpici a Sochi (Foto: Ruslan Shamukov / Itar Tass)


Nicola Sellitti, Russia Oggi

Sochi e Facebook, è amore. Seppur virtuale. Oltre 24 milioni di persone si sono servite del social network per commentare le gare dei Giochi olimpici in corso sul Mar Nero. Un argomento virale, trend topic che attira anche chi fino a qualche giorno fa poco sapeva sul curling, sul bob, sullo slittino, sullo snowboard. Dall'Italia agli Stati Uniti, passando per Australia. E in Russia, casa dell'evento a cinque cerchi, naturalmente. Tutti su Facebook, con Twitter piazzato in panchina. Per un totale di 48 milioni di contatti. Una cifra destinata a essere ritoccata, a tre giorni dal sipario sulla competizione olimpica. Nel frattempo, la piattaforma creata da Mark Zuckerberg ha indicato quali siano stati sinora gli atleti più “cliccati” della competizione.

A partire dallo snowboarder statunitense Shaun White, due volte oro olimpico nell'halfpipe. La medaglia d'argento va a Juenny Jones, snowboarder britannica che ha portato una medaglia sulla neve al Regno Unito dopo 90 anni. Ricambiata con centinaia di migliaia di “like”, commenti, soprattutto complimenti. Poi, il filippino Christian Martinez (pattinaggio sul ghiaccio), il canadese Alex Bilodeau, oro nel freestyle, infine la statunitense Jamie Anderson, primo oro femminile nello slopestyle.

Tra le discipline più amate su Facebook c'è il pattinaggio su ghiaccio . Una passione che sta incantando Russia, America, Sudafrica, Australia. E anche l'Italia, con Carolina Kostner in cerca di una medaglia. Ma gli italiani hanno invece virato forte sul biathlon (carabina più prova di sci di fondo), come nel resto d'Europa. Mentre lo slittino tira parecchio sui pc e tablet in Africa e Venezuela, mentre l' hockey su ghiaccio domina l'interesse cyber in India, Svezia, Finlandia. Smanettoni inglesi e giapponesi invece preferiscono lo snowboard tra le gare in corso a Sochi.

Tutti i retroscena di Sochi
nel blog di una volontaria
alle Olimpiadi

E il clamoroso boom dei Giochi olimpici su Facebook ha generato la fantasia delle grandi multinazionali. C'era da fare affari con marketing, pubblicità. Al punto che gli atleti delle varie nazionalità hanno praticamente affittato - non gratuitamente, s'intende - il loro account allo sponsor, che ha potuto associare il brand all'impresa dell'atleta di turno salito sul gradino più alto del podio oppure finito a medaglia. Insomma, marketing virale assieme a prestazioni sportive: il clic dell'utente è automatico.

Secondo l'agente di Ashley Wagner, pattinatrice olimpica statunitense, per la prima volta nella storia delle Olimpiadi nel contratto degli atleti sarebbe inserita la cifra esatta di post su Facebook, considerazioni su Twitter e foto su Instagram da piazzare sul proprio profilo dell'atleta . E sarebbe sempre lo sponsor a stabilire la tabella di marcia degli interventi, informando il diretto interessato, o il suo agente, di aggiornare la pagina. Oppure scrivendo, tweetando, postando foto al suo posto. Il ritorno economico pare assicurato. Basti pensare che la partita di hockey su ghiaccio tra Russia e Stati Uniti ha prodotto oltre un milione di interventi su twitter. Con la nazionale a stelle e strisce che ha visto incrementare di 18,4 milioni di followers il proprio account.  

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